mercoledì 10 aprile 2019

Ricostruzioni Filosofiche - Niccolò Cusano





8 commenti:

  1. Devo confessare di essere impreparato sul personaggio proposto, ciò nonostante, anche solo ad un primo approccio, lo trovo molto profondo, ricco di intuizione e sicuramente interessante. Per dare un minimo senso di continuità alle nostre pagine, ci lavorerò alla ricerca di una tema che abbia un qualche collegamento con quanto finora trattato.

    Complimenti per i disegni. Il ricamo sul cappello di Cusano e’ molto elegante, con un gusto cromatico molto particolare e gli opposti felini, anche senza arrivare al divino, sono sempre molto simpatici.

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    1. Come sempre grazie!
      Mettici pure come sempre il tempo giuso ad "elaborare", perchè la discussione su Cartesio è ancora aperta! :-3

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  2. Come sempre nell'affrontare il filosofo proposto, mi trovo combattuto tra almeno due temi da sviluppare e proporre alla discussione. Qui mi ha impressionato l’intuito di Cusano. L’intuito, dote inconscia e irrazionale, coniugata da Cusano col metodo conscio e razionale della congettura, gli ha permesso di affermare, all'inizio del XV secolo, la teoria eliocentrica, la rotazione della terra e soprattutto la relatività del tempo, il cui “svolgimento” ebbe avvio con la creazione. Partendo da questo tema, avrei esposto una mia intuizione sulla continua presenza del divino in tutta la storia del genere umano, … ma sarà per un’altra volta.

    Dopo una notte di riflessione ho deciso di proporre l’unione degli opposti sia perché parzialmente affrontata in altre discussioni, ma anche perché più in linea col suggerimento delle strip di apertura.

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  3. Rilancio lo spunto del cittadino onorario Protagora e propongo una riflessione, che poi è quella che mi ha ispirato la vignetta di Europa e Miranda:

    tante volte quando incontriamo qualcuno totalmente diverso da noi pensiamo che non ci possiamo andare d'accordo, ma magari poi, quando approfondiamo la sua conoscenza, ci accorgiamo che non solo un'amicizia è possibile, ma magari questo rapporto ci porta a dei traguardi che "rimanendo nel nostro" non avremmo mai raggiunto.

    E voi come vi rapportate con il "totalmente diverso"? Lo accantonate a priori o provate ad andarci d'accordo e vedere cosa ne salta fuori?
    Vi è mai capitata un'esperienza simile a quella che ho descritto?

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    1. Per rispondere correttamente alla tua domanda, devo prima fare un pò di distinzioni su cosa intendo per “totalmente diverso”. Per me la prima distinzione e’ tra aspetti totalmente diversi nel mio interno e persone totalmente diverse da me. Le diversità “interne” le ho trattate nel post che sto per pubblicare. Su quelle “esterne”, più in tema con la tua domanda, deve fare un’altra distinzione tra diversità metodologiche e diversità di atteggiamento. Nel primo caso (metodo) rientrano quelle persone con cui condivido i temi di interesse ma che vengono affrontati in maniera diversa dalla mia; rientrano anche quelli che svolgono studi o hanno interessi che ancora non ho affrontato. Nel secondo (atteggiamento) rientrano invece quelle persone che hanno comportamento sociale diverso dal mio, ad esempio seguono le mode, oppure sono amanti delle nuove tecnologie.
      Sono molto aperto e curioso di capire come si comportano quelli diversi da me nel “metodo”. Ho avuto sul tema diverse esperienze che nella maggioranza dei casi devo classificare come positive e che mi hanno fatto crescere e formato. L’incontro con questi diversi mi ha anche permesso di conoscere campi di interesse che magari per pregiudizio non avevo ancora affrontato.
      Molto diversa invece e la mia esperienza coi diversi per atteggiamento. Anche qui ho avuto molte esperienze, ma sempre iniziate “per forza”, mai per mia volontà, ciononostante ho sempre cercato di avere una buona apertura nel rapporto ed un giudizio equilibrato. In conclusione non sono mai riuscito a trarre qualcosa di positivo da questi rapporti. Per onestà deve anche dire che ho provato ammirazione per le doti positive e gli obiettivi raggiunti da alcuni di loro anche se questo non mi ha impedito di troncare il rapporto non appena venute meno le cause di forza maggiore.
      Chiudo chiarendo che per me le persone semplici, umili, magari anche con molto “poco da dire” fanno parte della classe di metodo mentre incensatori, yuppies e yes man di quella di atteggiamento.

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    2. Credo che non mi stessi riferendo nè a un caso nè all'altro, se ho inteso bene quello che dicevi, ma ad una diversità nelle scelte profonde, come ad esempio a livello politico o di formazione.

      Quando studiavo astrologia mi ero molto soffermata sui rapporti tra segni opposti, ovvero a 180° (6 mesi) di distanza. Il legame tra essi è complicato perchè condividono una stessa tendenza ma la affrontano in modo speculare.
      Ad esempio Ariete e Bilancia non sarebbero, come dicono i giornaletti, il primo impulsivo e il secondo equilibrato, ma entrambi segni molto irruenti, che esternano di volta in volta questo loro atteggiamento il primo verso un solo obiettivo (tipo paraocchi), il secondo verso due o più obiettivi diversissimi.

      Al di là che si ritenga l'astrologia vera o no, questo spunto di riflessione secondo me è molto interessante e credo applicabile anche oltre quel mondo intricato e forse ingannevole di segni e calcoli astrusi...

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    3. Penso che di per sé sia fattibile, però bisogna essere in due a provarci! E questo complica le cose!!!

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  4. COINCIDENZA DEGLI OPPOSTI
    Per Cusano Dio e’ un essere infinito che contiene in sé tutte le cose, comprese quelle opposte tra loro, concepisce cioè Dio come “coincidentia oppositorum”, ovvero “tutti gli opposti coincidono in Dio”.
    Cusano sa che come uomo non e’ in grado di comprendere a pieno i concetti associati al divino, cerca però almeno di avvicinarsi, mettendo in relazione con ciò che conosce con ciò che non conosce. A tale fine utilizza degli esempi, come quello del triangolo isoscele. La somma degli angoli interni di un qualunque triangolo e’ 180º, in quello isoscele allora, per tener conto dell’angolo al vertice diverso da 0º, i due angoli alla base devono essere inferiori di 90º. Aumentando man mano l’altezza del triangolo, i due angoli alla base aumentano, restando però sempre minori di 90º mentre quello al vertice diminuisce, restando sempre diverso da 0º. Se immaginiamo ora l’altezza del triangolo infinita i due angoli alla base saranno di 90º, mentre quello al vertice arriverà a 0º, anche se un angolo non può essere uguale a 0º. All’infinito concetti opposti come uguale a 0 e diverso da 0 coincidono. Ma infinito in ultima istanza e’ Dio ed ecco che in Dio gli opposti coincidono.

    Rivediamo il concetto ancora con un esempio: un foglio di carta che inizialmente appallottolato (complicato) viene poi svolto (esplicato), si può associare a Dio che “complica” in se tutte le cose che saranno poi “esplicate” nella creazione. Ma in tutte queste cose ci sono, ad esempio, il bianco e il nero, l’uomo e la donna e così via, gli opposti che noi vediamo sono tutti presenti in Dio. Dio e’ in forma “complicata” ciò che il mondo e’ in forma “esplicata”. Dio ha creato un mondo pieno di opposti, e questo e’ un bene, non avrebbe avuto senso un mondo tutto bianco o tutto nero, e nella sua saggezza, dopo averli creati, li ha riconciliati tutti in se.
    Ma il mondo e’ il regno dell’uomo e anche nell'uomo possiamo individuare diverse forme “esplicate” opposte tra loro, forme poi “complicate” in un’unica persona. L’uomo, provando a seguire questo grande esempio, dovrebbe da un lato apprezzare e favorire i propri contrasti e dall'altro lavorare per riconciliarli tra loro dentro di sé.

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