giovedì 21 marzo 2019

Ricostruzioni Filosofiche - Feuerbach sugli animali




13 commenti:

  1. La citazione è molto bella.....il disegno la rappresenta meravigliosamente :-)

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  2. Grazie! Oggi l'ho mandato anche a lei e ha apprezzato molto!
    Devo dire che avevo in mente un'altra citazione, sempre di Feuerbach, ma questa mi è sembrata più adatta, perchè la sensibilizzazione verso gli animali è uno degli obiettivi che mi sono proposta per questo blog!

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  3. Pensatore originale che non segue le mode o le tradizioni e che sa dettare le basi per il lavoro di filosofi che lo seguiranno. Tanti e complessi sono i temi che propone: la filosofia e il passare del tempo, la libertà di pensiero, il rapporto soggetto oggetto, solo per citare alcuni titoli. Come poi non parlare di religione con un filosofo che afferma «Io alla religione ho dedicato tutta la mia vita». Pur se considerato il fondatore dell’ateismo moderno, si e’ dedicato, ha sofferto e vissuto la religione molto di più di tanti religiosi e credenti di comodo o di facciata. Per Feuerbach e’ “ateo non chi elimina Dio, il soggetto dei predicati religiosi, bensì chi elimina i predicati con i quali Dio è designato nell'esperienza religiosa, come bontà o saggezza o giustizia.” Questo per me e’ la miglior sintesi del rapporto di Feuerbach con la religione.

    Difficile dunque parlare di Feuerbach senza parlare di religione. Il tema però richiede riflessioni e spazio espositivo che vanno al di là della portata del blog, preferisco pertanto scegliere “Gli Animali e gli Uomini”, cioè come gli animali vedano gli uomini. Come Feuerbach vorrebbe, il tema e abbastanza originale, vista l’inversione dei ruoli, e’ in sintonia col blog e la bella figura di apertura di questa pagina e ci permette con più facilità di sfiorare i temi accennati, limitando il rischio di banalità o insensatezze.

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    1. Mi prendo un attimo dal delirio di impegni che mi sommerge per rispondere seriamente alla sezione filosofica a cui tengo molto, anche se non mi ci dedico come vorrei...

      Due cose mi sono venute in mente leggendoti:
      La prima riguarda direttamente il tema proposto. Siccome a me l'idea di cambiare prospettiva alletta, ho spesso pensato e guardato documentari sulla vista negli animali. In base alla struttura fisica del loro occhio si può ricostruire con una buona precisione la loro percezione visiva. Ma una cosa mi ha colpito più di tutte e non riguarda tanto l'occhio quanto la mente: se in ambiente selvatico una preda vede da una parte il suo predatore naturale e dall'altra l'uomo, questa scappa in direzione del predatore. E credo che questo fatto dica tutto su cosa è stato e continua ad essere l'uomo per gli animali.

      La seconda cosa è più collegata al mio amore per il cambio di prospettiva e riguarda la recente scoperta di mondi simili alla Terra. I colori che Noi qua vediamo sono determinati dal Sole, una nana gialla a metà della sua evoluzione. Ma la vita non è possibile solo intorno a stelle di questo tipo, la gamma di "soli" che ospitano pianeti abitabili è più ampia. Il colore di queste stelle non influenza solo l'occhio delle forme di vita nel loro raggio di azione, ma anche il colore delle piante e degli esseri che vivono con la fotosintesi. Dunque su questi mondi simili alla Terra il panorama potrebbe essere totalmente diverso, o sembrarci tale, data la differenza nella percezione dei colori. Queste differenze, che posso essere apparenti o sostanziali, sono studiate dall'esobiologia.
      E A voi? Con che colori piacerebbe percepire il mondo?

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  4. Grazie Alice per il contributo. Sul primo punto, come vedrai dai post che sto per pubblicare, siamo in sintonia sul tipo di osservazione e su cosa pensano di noi gli animali.
    Sul secondo non avevo pensato alla possibile diversa percezione dei colori, sicuramente mi piacerebbe vivere in un mondo dove il blu ed il verde la fanno da padroni, ... che questo mondo sia la Terra?

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    1. Grazie a te!
      Il tuo post sugli uccelli è molto interessante... lo rileggo dopo cena con più calma e approfondisco anche il mio intervento sui colori. Comunque ti anticipo che il colore prevalente fa queste parti è il verde! ;-3

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    2. Stelle e colori percepiti

      Le stelle variano di colore in 7 tipi dal rosso (più fredde) al blu (più calde).
      Considerato che i tre tipi più vicini al blu non possono ospitare pianeti o comunque non abitabili, ci restano solo 4 colori: rosso, arancione, giallo e bianco.
      Le rosse emanano una luce, appunto, rossastra. Essendo meno potenti del sole, gli alberi faticano di più con la fotosintesi e assorbono tutti i fotoni che possono, risultando così neri.
      Le arancioni sono una via di mezzo tra le rosse e il sole. emanano una luce di colore più caldo e le piante che do quella luce si "nutrono" diventano di una tinta simile alle nostre piante in autunno.
      Le gialle, come il nostro sole, le conosciamo bene. Ma forse una cosa di cui non ci rendiamo conto è che qui il colore percepito meglio è il verde.
      Le bianche sono molto calde e non si capisce ancora se possano ospitare vita evoluta. Qualora la risposta fosse affermativa, darebbero origine ad un panorama dai colori freddi, tendenti al blu - azzurro. Anche le piante non avrebbero bisogno nella fotosintesi di tutti i tipi di fotoni che usano qui, dunque rifletterebbero quelli blu (a loro meno graditi) assumendo sfumature più vicine a quel colore.

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  5. GLI ANIMALI E GLI UOMINI (Ia parte)
    Breve sintesi dei pensieri che ho raccolto da vari animali incontrati nei miei giri a piedi e in bicicletta soprattutto in campagna e un po’ in città. Spero di rendere omaggio in questo modo all'amore che Feuerbach aveva par gli animali.
    GLI UCCELLI
    Quando siete in campagna e vedete un campo pieno di uccelli, fermativi ed osservate. Dopo qualche minuto avrete visto che auto, moto, trattori, camion sfrecceranno con un rumore assordante accanto agli uccelli senza che questi facciano una piega. Procedete quindi lungo il vostro sentiero o strada e vedrete che immediatamente gli uccelli si metteranno sull'attenti e rapidamente prenderanno il volo. Non sono mai riuscito a chiedere direttamente cosa pensassero, ma me l'hanno fatto capire chiaramente: «l’uomo è l'essere più pericoloso che esiste!». Quanto osservato vale per garzette, aironi, ibis, cavalieri d’Italia, papere, etc. Ci sono però alcune eccezioni.
    Le pavoncelle non si spaventano affatto. Quando ti approssimi o fanno un paio di passi in avanti guardandoti con sguardo fiero, come per dirti: «se ti avvicini ti faccio a pezzi!», oppure partono in volo come dei caccia e ti sorvolano minacciose emettendo gridi striduli “pronte a bombardarti”.
    Due falchi delle rive che ho approssimato mentre si dividevano una preda a terra mi hanno guardato dall’alto in basso come se volessero dirmi: «ma vai a rompere da un’altra parte!».
    Le cornacchie infine sono un caso completamente a parte. Quando stanno mangiando qualcosa sulla strada, penso insetti nei buchi dell’asfalto, e un mezzo mobile si avvicina si spostano dello stretto necessario per non essere investiti, facendo distinzione tra auto, moto e trattori: né un centimetro di più né uno di meno. Ma il caso più simpatico potete osservarlo in autunno. Le cornacchie raccolgono le noci cadute e le depositano sulle strade asfaltate, quindi si spostano sul bordo strada in attesa che un’auto passi e gliele rompa per potersele gustare. Se le osservi mentre guardando l’orologio in attesa che passi un auto sembra che dicano: «ste auto rompono tutto l’anno, … ma quando servono non passano mai!».

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  6. GLI ANIMALI E GLI UOMINI (IIa parte)
    Continuo la sintesi dei pensieri che ho raccolto da vari animali incontrati.
    I CANIDI
    Si portano i cani a passeggiare perché godano in luogo pubblico delle libertà di cui non godono in casa. In tali luoghi potreste aver notato la tipica coppia “cane, padrone”, col primo che tira e annusa dappertutto mentre il secondo parla al telefonino. Questo, normalmente, non bada al cane, finché, nella foga della conversazione, magari adirato, si arresta di colpo per inveire contro l’interlocutore. Il povero cane, strozzato così al collo, si arresta di colpo e guardando il suo compagno dal basso in alto pensa «… poverino, chissà che cattivo odore sarà uscito da quel coso che s’é portato al naso!».
    L’altra sera sono stato invece testimone di una scena, se possibile, ancor più grottesca. Vedo un boxer mangiare di gusto qualcosa nell’erba al lato del marciapiede. La proprietaria lo guarda per un bel po’ poi gli sferra una pedata sul fondo schiena e l’aggredisce con «cosa mangi brutto schifoso!». Lui leva lo sguardo dal boccone e con due occhioni tristi, più per lo stupore che per il dolore, la guarda e sembra chiedersi: «ma questa e’ scema o fa apposta? perché non dovrei gustarmi questo squisito boccone? … e poi lei non l’ha neanche assaggiato!”».
    Ho anche avuto il piacere di sentire il parere di tre volpi. La prima stava correndo in un campo appena arato con in bocca una bella preda. Questa, intravistomi, si arrestata, mi squadra rapidamente da capo a piedi e senza mollare la preda sbotta in «guarda che questo me lo mangio tutto io!», e se ne va per la sua strada.
    La seconda, un cucciolo pelle e ossa, stava cercando disperatamente qualcosa da mangiare in un campo di mais al di là di un piccolo fosso. Appena mi ha visto si e’ arrestata, più incuriosita che impaurita, mi ha squadrato rapidamente da capo a piedi e quindi a ripreso la sua ricerca concludendo: «Qui non c’e’ niente da mangiare per me!».
    L’ultima, la più bella di tutte, un esemplare adulto con una coda stupenda, mi ha attraversato la strada di corsa e guardandomi di sfuggita ha borbottato tra sé e sé: «che brutta gente si trova ormai sulle strade, meglio levarsi di torno al più presto da questa gentaglia!».

    Seguiranno i gatti e le conclusioni.

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  7. GLI ANIMALI E GLI UOMINI (IIIa parte)
    Completo la sintesi dei pensieri raccolti da vari animali incontrati.
    I GATTI
    I gatti non potevano mancare in questa raccolta di interviste ad animali. Li ho incontrati in due scenari tipici. Nel primo il gatto si può definire “a riposo”, e’ quindi dietro una finestra o in strada, ma ben riparato e con una sicura via di fuga alle spalle. Tu magari gli passi davanti dopo chilometri di corsa, o sudato per una lunga marcia. Il gatto rimane immobile, ineffabile, sembra ti guardi con compassione e sempre dall'alto in basso. Non gli esce una parola di bocca, ma dallo sguardo il suo giudizio traspare lapidario: «… ma sei proprio stupido a comportarti così!». In forma un po’ più garbata ti avrebbe detto:
    -- «Oh uomo, ricco di forza e di intelligenza,
    -- perché t’abbassi a far questa scemenza?»
    Nel secondo scenario, diciamo col gatto “in caccia”, lo vediamo in un prato, o sotto un albero, o lungo un fosso. Immobile. Sta lavorando. Ci guarda di sottecchi ma se ce ne andiamo in fretta procede nel suo lavoro senza interruzione. Se invece restiamo ad osservarlo un po’, disturbandolo, continua a restare immobile col corpo ma gira gli occhi verso di noi e ci gela con: «Bambino, vai a giocare da un’altra parte, gli adulti stanno lavorando!».
    Un ultimo scenario che mi sarebbe piaciuto trattare, ma non avendo esperienza mi astengo, e’ il gatto dal veterinario/a. A giudicare dai disegni di questa pagina ed in generale del blog, sembrerebbe ci sia un buon rapporto ma temo che la realtà sia un po’ più complessa. Mi piacerebbe conoscere le esperienze della veterinaria o della conduttrice del blog.
    CONCLUSIONI
    Premesso che tutte le generalizzazioni, semplificando, ci aiutano a capire, ma cancellano e non rendono giustizia di esperienze importanti e significative, pur se al di fuori di un comportamento standard.
    Fatta questa dovuta premessa, credo che, nel migliore dei casi, gli animali ci vedano come “inconsistenti e sciocchi distributori di cibo”. Alcuni casi peggiori sono stati già trattati in questi post, per altri temo che ognuno di noi ne abbia un’ampia collezione e ciò che e’ ancora peggio e’ che l’album della collezione ha ancora tante pagine bianche che attendono di essere scritte.

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    1. Premetto che a me non capita mai di incontrare il gatto dopo una lunga marcia o una corsa (in questo la vedo esattamente come i gatti che hai menzionato)...

      Dal veterinario il gatto sopratutto non se la passa bene. bisogna metterlo in un trasportino, cosa che a loro dà moto fastidio. Poi c'è la strada, in macchina, solitamente: loro la macchina proprio non la sopportano. Io personalmente vado a piedi, perchè ho lo studio a 5 min da casa, ma per tragitti più lunghi questa situazione prolungherebbe solo la loro agonia. Della visita non ne parliamo: al gatto non piace essere ispezionato ovunque, è molto fiero e quando sta male preferisce tenerlo per sè, a costo di peggiorare!
      Però c'è da dire che quando dopo la "tortura" torna a casa, si rende conto di stare meglio e credo che in cuor suo ringrazi. Prima questa era solo una mia personalissima teoria, ma dall'intervento alla bocca di Dugongo mi sono accorta che qualcosa di vero potrebbe esserci... ovviamente questo vale in caso di problemi già abbastanza importanti, nei casi di visite di controllo o vaccini o di sterilizzazioni l'happy end non c'è e al ritorno a casa il felino pianterà un muso peggio della più gelosa delle fidanzate ;-3

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    2. La tua descrizione del rapporto gatto / veterinario aiuta a completare il quadro che mi ero e fatto e conferma che il loro rapporto e' "po’ più complessa" di come appare nei disegni. Peccato perché mi piacciono sia i disegni che il loro spirito.

      Considerato come vedi che arriva da una corsa o una lunga marcia, cercherò di non farmi beccare durante un esercizio. E' un peccato pero' che tu non possa godere della vista dei felini "a riposo" o "in caccia".

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  8. Rileggo ora com'è uscito il commento e vedo che ora come autore compare il nome del blog, non il mio...
    Questo è dovuto alla già anticipata chiusura di google +, deduco che da ora i miei commenti si presenteranno così!

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